Reggio Calabria

Dopo due anni torno in questa zona che ha una costa meravigliosa, la vicinanza alla Sicilia è sempre impressionante, mi sembra quasi di poterla attraversare a nuoto. Per la prima volta riesco ad immergermi su uno dei siti più belli e rinomati di questo posto: La montagna di Scilla.

Stavolta a condividere e organizzare questo viaggio è Sergio Riccardo insieme ad un gruppo di subacquei. Trascorro quattro giorni di immersioni fantastiche su questo tratto di mare che oltre a nascondere insidiose correnti mostra una miriade di animali affascinanti che oltretutto sono molto collaborativi nel lasciarsi fotografare.

Inauguriamo la prima immersione in notturna, ci accompagna colui che è considerato il maestro della fotografia naturalistica del Mediterraneo: Francesco Turano che è sempre un piacere rivedere ed essere accompagnati nelle sue acque dello stretto, mi carica sempre di grande emozione. Usciamo dall’ acqua dopo un ora di scatti incessanti con la temperatura dell’ acqua che si aggirava intorno ai 15°, resto abbastanza soddisfatta ed appagata come prima immersione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dopo una bella dormita è in programma la prima immersione mattutina su un’ altro bellissimo sito nella zona di Pellaro, immersione da terra su una bellissima spiaggia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Anche qui non mancano spunti fotografici, cime che sbucano dal nulla in sospensione sul fondo di questo mare che sembra immenso non avendo pareti rocciose di riferimento ma solo un sabbione infinito che discende per chilometri, distingui delle macchie scure, poi avvicinandoti ecco il miracolo della vita attecchita su queste cime, prima di eseguire qualche scatto devo per forza di cose fermarmi ad osservare, sono troppo emozionata ma oramai conosco me stessa con respiri lenti e lunghi riprendo il controllo e così comincio a scattare queste bellezze.

Il giorno dopo, l’ immersione tanto attesa per fortuna sono previste due immersioni sul sito di Scilla, la prima la effettuiamo dal porto con arrivo sul sito col gommone. E’ la volta buona di usare la decompressiva per poter effettuare più tempo di fondo, vista anche la caratteristica del sito.

Una giornata calda e soleggiata mi fa pentire di aver messo la stagna, la indosso e mi bagno subito nel porto così riesco a resistere per i 6 minuti di navigazione che ci attendono sul gommone. Dopo un briefing effettuato da una fantastica guida Cristina, finalmente ci lanciamo in acqua, la visibilità è buona mare calmo, una leggera corrente di superficie, ma sono pronta per scattare una bella foto al cerianto che da li incontreremo a poco…

Si prosegue l’ immersione con una fantastica parete della montagna con infinite Paramuricee clavate bicolore ma il giallo è quello che prevale, tante Claveline e non solo, avere un’ abbondanza di questa portata mi mette in crisi, vorrei scattare tutto ma non riesco a scegliere dove fermarmi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Che goduria e soddisfazione che danno questi colori vispi, animali bellissimi e vividi, resterei per ore ad osservare i polipi dai quali attingono nutrimento. Un’ occhiata al manometro ed al computer che mi segnalano che è ora di tornare alla quota di switch che prevede la preparazione della lanterna verde a 25 metri e lo scambio gas a 21 metri, ma prima di ciò becchiamo una bella corrente di rientro che riesco ad ostacolare con cinque minuti di pinneggiata veloce, ritorniamo sul fondale che lentamente risale e per quando ritorniamo a 10 metri ho già smaltito la deco.

Con enorme piacere ritorniamo su questo fantastico sito il giorno dopo, stavolta effettuiamo l’ immersione da terra, e una puntatina ad un’ altro scoglio più esterno, che ci costa 9 minuti di pinneggiata all’andata che io effettuo entro i 15 metri di profondità, visto che sul fondale al momento non c è nulla da fotografare così evito di andare prima in deco…

all’improvviso compare la parete di ieri, la tengo sul lato destro stavolta, ma vedo la guida che vira a sinistra credo di avere tutto il tempo per  fiondare su un bel ramo di gorgonia e tornare, è fatta!

Ritorno in coda al mio gruppo che nel frattempo è arrivato sullo scoglio, mi fiondo e pinneggiando in modalità fast and furious li raggiungo e mi trovo altri punti per fotografare, l’esaltazione dei sensi è alle stelle. Contentissima dell’ immersione vissuta e del bellissimo profilo d’ immersione scelto da Cristina ci facciamo un bel selfie in ricordo di questa fantastica immersione.