Secca di Saddam

 

 

 

 

 

 

La stagione estiva finalmente parte anche per il centro subacqueo Eurosub di Portici, dirottando il gommone ” bisturi” nel porto del Granatello.

Un po di Storia…

Mi chiedo da dove provenga questo strano toponimo del porto, che deriva dalla presenza di alberi di melograno sulla zona, scomparsi intorno al 1700 a causa di un’ eruzione del Vesuvio.
Questo porto ha origini borboniche, infatti nel 1738 Carlo di Borbone, Re di Napoli, inizia la costruzione della Reggia di Portici, dimora estiva della famiglia reale che si estende fino al mare e per averne un accesso diretto nel 1740 nacque il “Fortino del Granatello” per impedire gli attacchi dal mare.
Ma è nel 1773 che cominciarono i lavori dispendiosi per la costruzione del porto con 2 moli effettuati da Ferdinando IV suo successore.

Ad oggi in uscita dal porto sul lato destro si nota anche il famoso “bagno della Regina” un emiciclo a due piani con balconate disposte a ferro di cavallo, voluto da Carolina Bonaparte nel 1813, purtroppo in evidente stato di abbandono e degrado.

L’immersione…

Ma è ora di immergermi su un nuovo sito d’immersione per me, “la secca di Saddam” un sito sommerso sconosciuto a tanti subacquei, ma di certo non a Ciro e Paolo che fanno mente locale del sito già dalla superficie….

Un briefing di Paolo bello e dettagliato mi fa pregustare e soprattutto immaginare una ricca situazione di flora e fauna ad una profondità che andrà dai 18 ai 30 metri con una visibilità limitata nei primi metri di discesa.

Entro in acqua e comincio a guardami intorno per le mie valutazioni di rito: punti cospicui a terra rispetto al gommone, una leggera corrente in acqua mi fanno determinare come “tira” e soprattutto dove mi sposta, uno sguardo in acqua verso il basso mi indica che c è una visibilità di 1,6 mt circa ( vedo giusto le mie pinne).

Stavolta faccio il giro con Paolo e Fabrizio, segnali di rito e andiamo verso il basso, seguo l unico riferimento che son certa mi porterà in fondo al mar: la cima!

Dai 18 metri comincio a notare la “macchia scura” tipica del fondale e comincio a distinguere l’ ancora e tutto il resto, Paolo aveva ragione, sotto la visibilità si apre ma non immaginavo tanta ricchezza e biodiversità: un giardino di gorgonie bianche e gialle si accalcano una affianco all’altra disposte in direzioni opposte, Leptogorgia sarmentosa dominano la scena e la cosa che salta agli occhi è la diversità dei colori di questi bellissimi animali, mai vista la sarmentosa color arancio e viola, considerando il fatto che non sono tanto presenti nel Golfo di Napoli, l’unica che ho avuto modo di vedere è stata a Capri ed era gialla.


L’immersione è bella e articolata da scogli con mini canyon dove solo la corrente o qualche animale sinuoso può permettersi di passare ma guardando le gorgonie, in base alla loro posizione riesci a farti un idea di come passa la corrente.


In certi tratti vedi le Eunicelle cavolinii e singularis (gialle e bianche) vibrare, stimolate dalla corrente che le attraversa portandogli nutrimento, fortemente assestate su scogli rocciosi vulcanici…
È un estasi anche per me osservare questa natura che vive davanti ai miei occhi.

Il giro più profondo ci porta nel condominio “Lobster House” dove le antenne rosse dei miei crostacei preferiti si agitano quasi come per catturare un segnale, ma ricevono solo qualche scatto fotografico e la mia mente che le parla… io e Paolo contiamo insieme 1 2 3 4 5 ridiamo e ci divertiamo.

Mi soffermo a guardare una di queste aragoste che sono sempre molto socievoli e curiose, attendo e la osservo come solo un subacqueo può fare, godendomi la bellezza di questa meravigliosa creatura marina, viva…. nell’attesa, immersa nei miei pensieri, l’aragosta avanza lentamente in avanti e guarda nell’obiettivo, che bella la mia modella che posa per me, intuendo il mio rispetto per lei, un rispetto che tutti coloro che intraprendono il percorso subacqueo imparano a capire. Conosco tanti amici pescatori della domenica che dopo aver cominciato con lo scuba, hanno abbandonato l’hobby della pesca, perchè ti rendi conto che non c’è niente di più bello ed emozionante che “osservare” pesci e quant’altro ci sia sotto il livello del mare, nel loro habitat, con i colori meravigliosi e sgargianti delle loro livree.

Proseguendo l’immersione passiamo vicini ad una roccia, ha uno spacco in orizzontale, vedo un colore familiare, illumino e una testa sbuca fuori ha lo sguardo giocoso, peccato che non possa perdere tempo insieme a lui, ma sbircio lungo tutto lo spacco per controllare la sua lunghezza é un paio di metri, un bellissimo esemplare di Grongo che staziona fisso nella sua dimora.

Questo sito è davvero sorprendente e spettacolare, considerato la locazione che è a pochi minuti di navigazione dal porto di Portici e soprattutto la profondità che si aggira tra i 18 e i 30 metri, ottimo per Open e corsi di specialità.

Ottimo anche la logistica del pre e post immersione, con accesso diretto al molo per lo scarico dell’attrezzatura e con il parcheggio comunale a pochi passi, a pagamento con pochi euro.

E’ stata una fantastica giornata e una bellissima immersione ringrazio i miei compagni d’avventura che hanno partecipato: Nina, Fabrizio e Vincenzo per il grande supporto logistico, e soprattutto Ciro e Paolo che mi hanno accolto nella loro famiglia subacquea che mi sta regalando tanta gioia e divertimento.

 

 


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