Reggio Calabria

Il meraviglioso mare di Reggio Calabria

Ho sempre sentito parlare di acque insidiose e forti correnti presenti in questo tratto di mare, imprevedibile.

Finalmente il fotografo naturalista Francesco Turano mi da la possibilità di partecipare ad uno dei suoi corsi di Workshop BioFotoSub che ha organizzato in collaborazione con Domenico Tripodi il titolare del Ficarella diving Saline Joniche.

Un long week end dal 15 al 18 Aprile  2016 ci hanno tenuti impegnati sulla conoscenza delle correnti, sulle specie di pesce che si possono incontrare e di come approcciarli.

Il giorno stesso della partenza, vengo a conoscenza del fatto che ci saranno anche alcuni amici miei compaesani che trascorreranno con noi questa fantastica avventura: Gennaro che con lui ho condiviso tante immersioni e soprattutto il mio primo fantastico viaggio subacqueo a Sharm el Sheikh , la mia amica Ebe e non per ultimo ho l’opportunità di conoscere personalmente quello che io considero il fotografo degli squali: Sergio Riccardo.

L’appuntamento è nel pomeriggio del primo giorno, attraverso mezza Italia, circa 500 km comodamente effettuati in auto, è la prima volta che vado a Reggio e non vedo l’ora di arrivare, il mio entusiasmo è alle stelle decisamente non mi aspettavo che questo tratto di costa delimitasse in modo così netto i confini dell’Italia e che la Sicilia fosse così vicina a queste coste…

È già…la Sicilia è un altro pezzo di mare e di terra che non ho avuto ancora il piacere di esplorare ma che a guardarla è decisamente affascinante mi sento attratta. Sarà senza dubbio una delle mie prossime mete in Italia che non potrò farmi sfuggire. Parlando di Sicilia non posso fare a meno di pensare ad un’altra persona che ho avuto il piacere di conoscere Rosy, un’amica fotosub che si è unita a noi in questa avventura strepitosa.

Finalmente arrivo a destinazione una rapida toccata e fuga all’hotel giusto per prendere possesso della camera e depositare i bagagli e mi precipito al diving, conosco Domy che è semplicemente fantastico, una persona simpaticissima che mi fa divertire davvero tanto.

A breve arrivano tutti e si comincia la prima sessione teorica del corso, ho il piacere di conoscere anche un altro corsista calabro Salvatore Guerino che è compatto come me ma decisamente molto bravo, ho trovato un altro amico con il quale condividere l’immensa sapienza e allenamento che richiede questo hobby.

Francesco mi stupisce con i suoi racconti sul comportamento dei pesci, nel raccontarli esprime tutta la passione che da anni lo portano giorno dopo giorno ad immergersi nelle sue “acque strette”. A guardarlo simula perfettamente i movimenti del pesce è stato incredibile vederlo in azione e lo ringrazio davvero tanto per avermi dato questa opportunità di effettuare immersioni con approccio naturalistico.

Continua a parlarci di come nascono le correnti, del perché in quel tratto siano cosi forti e di come cambino improvvisamente di direzione. È proprio per questo motivo che si trovano tante specie di pesce in profondità inusuali per il loro habitat, è un’intersecazioni di correnti tra i due mari (Ionio e Tirreno) che partono da profondità abissali (chilometriche) e nel fondersi risalgono ad una profondità fattibile per il subacqueo (30 – 50 mt) come abbiamo imparato bene dove c’è corrente c’è vita ed insieme a questo tanti pesci considerati abissali te li ritrovi alla tua portata, i famosissimi pesci trombetta, il balestra, il pesce San Pietro.

Dopo questa introduzione, emozionata più di prima, è ora di preparare l’attrezzatura è prevista la prima immersione in notturna nel centro di Reggio Calabria sul lungomare, quindi accesso dalla spiaggia indosso la mia stagna completa di ara attenta nel discendere gli scalini tocco la sabbia alzo gli occhi di fronte a me e osservo una meraviglia con un turbine di emozione: un mare piatto e le luci vicinissime della bella Sicilia.

L’acqua è limpidissima i giochi di luce che creano le nostre torce sono spettacolari, andiamo giù, qui non esistono pareti che ti accompagnano nella discesa, qui ti immergi in un mare aperto dove il tuo unico punto di riferimento è il fondale sabbioso che è molto insidioso, che discende, il briefing del Turano prevedeva una discesa entro i 15 metri per ovvie misure di sicurezza essendo in notturna ma su un sito del genere è più che sufficiente per poter ammirare uno spettacolo unico nel suo genere delle strabilianti colonie di spirografi distribuite sul fondale sembravano fasci di fiori con i tubi lunghissimi e l eleganza del verme con l’inconfondibile tratto a spirale sono una vera meraviglia, la cosa sorprendente è che se ti avvicini non si chiudono per niente, abituati loro alle forti correnti dalle quali attingono nutrimento, non disdegnano il subacqueo che è li ad osservare ….e fotografare.

Come se non bastasse la bellezza dello spirografo su alcuni trovo addirittura uno Janolus cristatus, mah cosa ci farà li sopra di vedetta è un mistero per me, mi lascio incantare.

 

Altro miracolo della natura, mi avvicino vicino ad un altro gruppo di spirografi e finalmente vedo i pesci trombetta in un’ inusuale atteggiamento: questi pesci dal muso lungo hanno un assetto in diagonale e rivolgono la trombetta verso il fondale io li guardo incredula resto talmente sbigottita che non ci provo neanche a fare una foto mi diverte tanto questa scena.

È ora di passare al Regno del West, ebbene si un bel tratto di questa zona è caratterizzato da tanti cavallucci marini che restano aggrovigliati con le loro code sugli spirografi, sono semplicemente fantastici con gli occhietti timidi che ti osservano restano immobili lasciandosi ammirare. Dopo un’oretta trascorsa in acqua siamo stanchi e saturi e proprio ora di smontare tutto e tornare in hotel per un bel riposo, è stata una giornata lunga divertente ma siamo sfiniti.

Janolus cristatus su spirografo

In estasi mi sveglio all’alba ho scelto unabella vista sul mare dalla mia camera presso “Le Saline” mi godo il silenzio e sento solo le lievi onde del mare che accarezzano la battigia, di fronte vedo l’Etna mi ricorda il mio Vesuvio con la differenza che questo è bello attivo infatti fuma, il mio per fortuna è dormiente.

Precisa come uno svizzero mi presento al diving dove Domy è in piena attività da un bel po’, ha già caricato tutte le bombole e decide con Francesco quale sito andremo a visitare in base alle condizioni meteo-marine, nel frattempo arrivano gli altri è previsto un bel tuffo e poi altre ore di teoria del workshop. Carichiamo tutto nelle auto e ci dirigiamo in un’altra location sempre Reggio Calabria: spiaggia…mare  qualche boa e…nient’altro!

 

Foto di rito del bel gruppo, completiamo la vestizione ed entriamo in acqua, cosa vedremo non si sa dipende tutto da cosa ci porterà la corrente fatto sta che entrata in acqua metto la testa sotto, acqua limpida, il fondale sabbioso discende ed io con lui, più avanzo e maggiore sento la mia carica emotiva, il mare ha un caratteristico colore blu, ancora discendiamo, 25 metri la corrente non ci abbandona sembra quasi di vederla ad occhio nudo, in lontananza qualche macchia scura dislocata, cosa sarà mai? Si discende enormi basi di cemento sono visibili sul fondale ed ecco quello che sembravano linee verticali scure ora solo perfettamente visibili, sono le cime delle boe, ho un tuffo al cuore siamo sulla soglia dei 29 metri controllo il mio manometro 150 bar, decido di fermarmi a fare un po’ di foto vicino questa cima che ondeggia sinuosamente davanti ai miei occhi, mi avvicino tanto e vedo una cosa meravigliosa: è piena di claveline azzurre, alzo gli occhi su cercando di scovare la sua cima ma non la vedo, è tutto avvolto nel blu è tremendamente mistico.

Clavelina azzurra

Decido di scattare qualche foto, dopo averne avuto abbastanza decido di ricominciare a salire gradualmente finchè non scorgo in lontananza ombre e bolle è il gruppo con Domy i miei amici napoletani sono stranamente raggruppati intorno ad una cima, d’un tratto Domy ed Ebe mi vedono e cominciano ad indicarmi un sub (Sergio) che è intento a fotografare “qualcosa” su una cima…non riesco a capire cosa continuano ad indicarmi…Ebe oramai seccata si toglie l’erogatore dalla bocca e pronuncia “uova di calamaro”…oh mio Dio ma non le ho mai viste prima ne tanto meno fotografate quindi mi metto di fronte a Sergio che mi osserva con uno sguardo indefinito, tra me e me penso che forse non sta scattando perché vorrà concedermi uno scatto, quindi eseguo un paio di scatti al volo, non prima di aver osservato questa fantastica meraviglia: a grappolo sono letteralmente sospese, la corrente continua ad ondeggiarle su e giù creando tanto dinamismo che tento di immortalare nella sua forma più espressiva.

Uova di Calamaro

In serata ci organizziamo una cena nella quale Sergio ci racconta alcuni dei suoi strepitosi viaggi che ha effettuato in giro per il mondo, un viaggio che è durato 35 anni e ci annuncia l’uscita del suo primo libro fotografico “Ocean Life – A Journey Beneath the Sea” che racchiude tutte le foto che ha effettuato nel corso di questi anni, resto senza parole quando racconta gli incontri con gli squali e di alcune spedizioni in Norvegia, dove le temperature toccano i -15° e l’acqua ghiacciata arriva a 0°.

Questi giorni trascorsi tutti insieme lasciano sempre ricordi ed emozioni indelebili dove trovi amici con i quali condividi esperienze nuove che fanno crescere come persona, come subacqueo come fotografo e ti portano alla conoscenza di posti unici nel proprio genere. Ringrazio tutti gli amici vecchi e nuovi e spero in una prossima esperienza insieme.


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