Il Parco Nazionale del Vesuvio

Il Vesuvio attualmente si presenta con un’altitudine di 1281 metri sul livello del mare, fa parte del Parco Nazionale del Vesuvio istituito nel 1995  nel quale fa parte anche il Monte Somma che è visibile affianco alla cima del Vesuvio. Il Parco è suddiviso in 9 sentieri ed è possibile visitare l’area tutti i giorni.

Tante persone pensano che il Vesuvio sia un vulcano inattivo, forse perché a differenza degli altri non emette fumate e la sua bocca è tappata in base all’ultima eruzione avvenuta nel 1944 che ha fatto sgretolare una parte del cono. È  considerato uno dei Vulcani più attivi e pericolosi in Europa classificato in uno stato “dormiente” basterà intraprendere il sentiero “Gran Cono” salire fino alla cima ed osservare il cratere che in alcune zone emette delle fumarole che indicano in modo visibile la sua attività. È possibile notare anche le diverse colorazioni che contraddistinguono i minerali di cui è il ricco, sono stati rilevati circa 200 tipi.

Dopo circa 8 secoli di quiete la prima eruzione e decisamente la più distruttiva, è stata quella verificatasi nel 79 D.C. che ha distrutto le città di Pompei ed Ercolano, sommergendole di lava e cenere.

Quando ha eruttato il Vesuvio ha prodotto una colonna eruttiva alta 20 km sprigionando gas e ceneri che hanno reso il cielo offuscato creando buio anche quando era pieno giorno. La cenere che cadde era calda e l’aria diventò irrespirabile. Il cono si sgretolò e dalle pendici si irradiarono colate di lava e fango che nel giro di poche ore sommersero le due città, cambiando anche la morfologia della terra in quella zona.

I segni di un futuro risveglio saranno scosse di terremoto dislocate intorno ai paesi limitrofi in quanto una grande camera magmatica è presente sotto al Vesuvio che si estende per 10 km e circa 400 km quadrati di magma sono stati rilevati.

Tante eruzioni si sono verificate tra il 1631 e il 1944 precisamente 49 secondo le ricostruzioni storiche e letterarie effettuate dall’Osservatorio Vesuviano.

L’osservatorio Vesuviano è un’istituzione pubblica che ha sede a Napoli e si occupa di monitorare le aree soggette ad attività vulcanica attiva sia in Campania ( Vesuvio, Campi Flegrei e Ischia) sia in Sicilia ( Vulcano di Stromboli) collaborando con le sezioni di Palermo e Catania. Nato nel periodo borbonico la costruzione della sede è stata inaugurata  nel 1845.

Grazie all’Osservatorio che monitora 24 ore su 24 con strumenti all’avanguardia e progettati appositamente si possono prevedere con largo anticipo possibili eruzioni fino a 15 giorni di anticipo. Si effettuano periodiche campagne per la misurazione di parametri geofisici e geochimici. Nei vulcani attivi spesso vengono registrate delle oscillazioni continue del suolo e si riesce a quantificare l’attività eruttiva in base ai parametri rilevati. L’osservatorio collabora attivamente anche con la Protezione Civile per i piani di emergenza a Napoli.

Tanti fisici si sono susseguiti nel monitorare e progettare gli strumenti che servissero per questo scopo, il primo fu Macedonio Melloni che dopo pochi anni venne destituito e lasciò il posto a Luigi Palmieri che ha lasciato importanti descrizioni sulle eruzioni tra il 1855 e il 1872. Ci fu il geologo Raffaele Vittorio Matteucci che seguì l’eruzione del 1906. Susseguì Giuseppe Mercalli che dedicò la propria vita alla ricerca su vulcanologia e sismologia il quale osservò i maggiori terremoti ed eruzioni da cui prende il suo nome la scala dell’intensità dei terremoti. Infine ci fu Giuseppe Imbò che diede il suo contributo potenziando la struttura dell’osservatorio con apparecchiature geofisiche di grande rilievo. Imbò riteneva che il tremore vulcanico fosse causato dal degassamento violento del magma sulle pareti del condotto, ipotesi confermata tutt’ora.


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